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Sull’importanza di un trattamento per OS per una fotoprotezione completa del cuoio capelluto
Indice
Negli ultimi anni si sta sviluppando sempre di più l’interesse per la fotoprotezione, non solo durante il periodo estivo, per proteggersi dalle scottature e, in generale, per prevenire i danni causati dall’esposizione solare senza nessun tipo di filtro protettivo.
L’influenza diretta dei raggi UVA ed UVB sulla pelle induce la formazione di specie reattive dell’ossigeno, le quali possono poi rapidamente danneggiare molecole di importanza biologica, ossidandole.
L’ossidazione di queste ultime è causa di danni alla pelle, che possono manifestarsi con la formazione di rughe, poiché collagene e acido ialuronico della matrice intercellulare ne risultano danneggiati, o anche ed in modo più grave con lo sviluppo di tumori cutanei causati da danni al DNA cellulare dovuti ad ossidazione.
In chiave di protezione dal fotoinvecchiamento, e quindi di protezione dai radicali liberi, assumono un ruolo particolarmente importante gli antiossidanti e fotoprotettori specifici assunti per via orale.
Alla luce di quanto detto finora, in dermatologia, stanno assumendo un ruolo di sempre maggior importanza i fotoprotettori a base di antiossidanti e, nello specifico, a base di estratto di una particolare pianta: una felce i cui estratti sono particolarmente ricchi di polifenoli, Polypodium leucotomos.
Il Polypodium Leucotomos
Questa felce è tipica dell’America meridionale, sebbene possa essere facilmente coltivata anche in altri ambienti, e veniva utilizzata nella medicina tradizionale dagli indigeni di Ecuador e Bolivia con il nome di “Calaguala”. Sono stati effettuati studi per valutare se le qualità medicinali attribuitele dalla tradizione popolare fossero basati su dati reali, ottenendo risultati davvero interessanti.[1]
L’estratto di P. leucotomos, infatti, risulta essere in grado di proteggere attivamente la pelle dai danni delle radiazioni UVA ed UVB, in quanto i polifenoli di cui è ricco assorbono le radiazioni UV preferenzialmente rispetto alle molecole biologiche e perché ha una tendenza dimostrata ad accumularsi nel derma, formando quindi uno strato protettivo nei confronti delle cellule e delle molecole biologiche.[2]
Tale estratto è, inoltre, anche stato sperimentato con successo nel trattamento di alcune malattie dermatologiche che causano problemi di pigmentazione e, nello specifico, è utile per contrastare il melasma e la vitiligine, sebbene in modi differenti.[3]
L’azione terapeutica svolta dall’estratto nei confronti del melasma è dovuta alla sua capacità di assorbire la radiazione UV in modo preferenziale rispetto alle molecole biologiche, riducendo la quantità di radiazione UVB che vada ad interagire con i melanociti e, quindi, riducendo l’iperpigmentazione del viso tipica del melasma.[4]
Nei confronti della vitiligine invece, l’estratto di P.leucotomos esplica un’azione terapeutica in virtù della sua azione antiossidante: è, infatti, noto come alla base della patologia vitilitica vi sia un difetto del sistema antiossidante endogeno che poi causa una necrosi dei melanociti. La necrosi melanocitaria causa poi un’attivazione dei linfociti per gli antigeni dei melanociti e da atto a risposte autoimmuni nei confronti dei melanociti, che ne impediscono il normale funzionamento portando alla formazione delle lesioni vitilitiche. L’azione antiossidante dell’estratto di questa felce previene e contrasta il danno ai melanociti e la loro necrosi, quindi riducendone la necrosi e l’attacco autoimmune.[4]
Nell’estratto, le principali molecole ad azione antiossidante risultano essere l’acido ferulico e l’acido caffeico: tali sostanze sono note per avere blandi effetti antinfiammatori, inibendo la arachidonato 5-lipossigenasi e la xantina ossidasi, responsabile della gotta in soggetti particolarmente predisposti, oltre alla loro notevole tendenza all’assorbire radiazione UV-Vis andando incontro a foto-ossidazione.[5]
Tuttavia, c’è da fare un focus specifico anche su quelli che sono i danni dell’esposizione solare sul cuoio capelluto e su capelli in generale: difatti, è stato dimostrato che sia la causa principale del telogen effluvium così detto “attinico”, ovvero causato da danni al follicolo dovuti alla radiazione UV, tipico del periodo autunnale.[6]
L’assunzione per os di estratto di P. leucotomos costituisce, quindi, un’ottima risposta terapeutica per i pazienti tricologici che vogliono minimizzare le potenziali perdite di capelli a causa dei danni da fotoesposizione e per coloro che presentano fototipi particolarmente chiari e non possono evitare l’esposizione solare.
TriVis UV
In virtù di queste evidenze scientifiche, la ricerca Wikenfarma ha formulato Trivis UV CPS, il primo nutraceutico in capsule che svolge un’azione fotoprotettiva specifica per i capelli. A differenza degli altri fotoprotettori, non specifici per il cuoio capelluto ed il corpo del capello, Trivis Uv capsule risulta essere il fotoprotettore più completo, nonché il primo, per prevenire il TE da esposizione solare grazie alla sua protezione totale del cuoio capelluto.
Abbinato alla sua controparte in spray topico, Trivis UV Spray, questa formulazione garantisce una fotoprotezione completa dai danni dovuti all’esposizione intensa ai raggi UVA e UVB, stimolando al contempo la fase di crescita dei capelli e contrastando la caduta stagionale o il loro indebolimento.
Bibliografia
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Prodotti in questo articolo:

TriVis UV 30 cps
Trivis UV 30cps è il primo nutraceutico SPECIFICO per la protezione dei capelli e del cuoio capelluto contro i danni causati dai raggi UV e dal calore.

TriVis UV Spray 100 ML
TRIVIS UV spray è uno spray fotoprotettivo SPECIFICO per i capelli ed il cuoio capelluto, formulato allo scopo di proteggere i follicoli piliferi, il cuoio capelluto e la cute in generale dai danni dovuti all’esposizione ai raggi UV solari, al sale ed al cloro.