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Sull’utilizzo di nutraceutici specifici come coadiuvanti per i trattamenti per l’ADHD
Indice
Negli ultimi decenni i disturbi del neurosviluppo sono stati studiati con sempre maggior attenzione da parte della comunità medica internazionale: tali problemi sono di varia natura e gravità e uno tra tutti risulta particolarmente diffuso, ovvero il disturbo da deficit di attenzione ed iperattività (ADHD). Questo colpisce una percentuale compresa tra il 5 ed il 15% dei bambini a livello mondiale, persistendo anche dopo il raggiungimento della maturità in circa il 2,5% degli adulti.[1] L’ADHD è definito secondo il dsm 5 come un disturbo che presenti i seguenti parametri caratteristici[1]:
- Difficoltà di concentrazione
- Difficoltà nel completare compiti
- Sbalzi d’umore
- Impazienza
- Difficoltà nel mantenere le relazioni
- Difficoltà nel rimanere fermo (iperattività motoria)
L’ADHD risulta maggiormente comune nei bambini, piuttosto che nelle bambine, ed è di origine genetica, sebbene alcuni fattori ambientali possano costituire fattori di rischio per lo sviluppo del disturbo in bambini altrimenti già geneticamente predisposti. Tuttavia, c’è da sottolineare che non tutti i bambini geneticamente predisposti sviluppino effettivamente il disturbo.[2]
Esistono fattori di rischio noti?
I fattori di rischio noti risultano essere [2]:
- l’esposizione prenatale ad alte dosi di manganese, alcool e cocaina
- l’esposizione infantile al piombo
- la carenza di ferro
- lo sviluppo di apnea ostruttiva nel sonno nei primi anni di vita.
Questa problematica può impattare negativamente sullo sviluppo e sulle normali capacità relazionali del bambino che ne è affetto, in virtù di un minore rendimento scolastico ed un peggiore adattamento alla vita sociale.
L’esatta causa di questo disturbo è al momento ignota, sebbene sia noto come alterazioni di alcune zone del cervello preposte alla regolazione dell’inibizione e dell’autocontrollo possano causare la comparsa dei sintomi, è ragionevole supporre che le sostanze citate precedentemente come fattori di rischio possano concorrere a causare tali modificazioni cerebrali.
Gli effetti benefici della colina
Esistono evidenze scientifiche sia su modelli animali (topi) sia su modelli umani in merito a come la supplementazione di colina nella dieta in donne gravide possa contrastare l’effetto negativo del manganese e, in generale, ridurre l’incidenza di disturbi del neurosviluppo nell’infante.[3][4]
Il manganese è un micronutriente essenziale, ma a dosaggi eccessivi costituisce un potenziale elemento tossico per il sistema nervoso. L’aumentata assunzione di colina tramite la placenta materna permette al feto di ridurre la biodisponibilità degli ioni manganese, riportandoli a dosi fisiologiche e riducendo la loro azione tossica e, conseguentemente, l’entità dei disturbi del neurosviluppo patiti poi dal bambino.[4][5]
Oltre a questo importante vantaggio, possiamo anche considerare che la colina, quando aggiunta alla dieta delle donne gravide, sembra avere benefici a lungo termine anche per il bambino riducendo in generale l’insorgenza e la serietà dei sintomi di ADHD ed autismo.[5]
Ovviamente, non è sempre possibile impedire l’insorgere del disturbo nel bambino geneticamente propenso, ma si può optare per un trattamento che lo aiuti a inserirsi meglio nella società con supporto psicologico e, qualora necessario, anche farmaceutico.
I farmaci di comune uso per il supporto terapeutico alla terapia dell’ADHD sono l’atomoxetina e il metilfenidato, con il metilfenidato che viene di gran lunga preferito. Quest’ultimo presenta alcuni effetti collaterali comuni abbastanza fastidiosi: primo tra tutti, il fatto che possa rallentare la crescita e lo sviluppo del bambino che lo assume.[6,7] Anche l’atomoxetina presenta alcuni effetti collaterali di non poca importanza, tra i quali la possibilità di alterare in modo pesante l’umore del bambino oltre alla possibilità di ritardarne lo sviluppo. In virtù di questo, il medico può optare per una risposta al problema che sia meno propensa ad effetti collaterali, facendo leva maggiormente sul supporto psicologico ed integrandolo con l’uso di nutraceutici specifici contenenti principi attivi a nota azione sul SNC.[8]
Utilizzare il Ginkgo biloba per trattare l’ADHD
In merito a quanto appena menzionato, possiamo citare l’estratto di Ginkgo biloba, che esplica azione vasodilatatoria ed anticoagulante grazie ai suoi ginkgosidi, che sono in grado di superare agevolmente la barriera ematoencefalica. L’estratto di ginkgo, infatti, aumentando l’afflusso di sangue al cervello migliora notevolmente la funzionalità cerebrale e la capacità di concentrazione, con un profilo di tollerabilità ottimale, non presentando alcun effetto collaterale negli studi in cui è stato testato per il trattamento dell’ADHD nel bambino.
Viste le evidenze scientifiche di grande qualità in merito alla tollerabilità ed all’efficacia del ginkgo per combattere i sintomi dell’ADHD, è ragionevole quindi ritenerlo un utile aiuto nel trattamento di tale patologia in bimbi in cui l’utilizzo di farmaci non ha dato risultati oppure non può continuare a causa di problemi di sensibilità ai principi attivi.[9][10][11] Inoltre, l’estratto di Ginkgo può anche essere utilizzato in associazione al trattamento con metilfenidato, evidenze sperimentali dimostrano come assumere 80mg/die di estratto di ginkgo possa aumentare l’efficacia della terapia farmacologica fino al 35%.[12]
Psico UP: una soluzione SPECIFICA
Possiamo quindi concludere che la supplementazione di Ginkgo biloba e.s. associato a Colina possa costituire un utile mezzo per la prevenzione dell’ADHD in madri che sanno di essere a rischio o in infanti che non hanno ancora dimostrato di aver sviluppato il disturbo e, per contro, possa anche costituire un’utile alternativa alla terapia farmacologica in coloro che non possono effettuarla perché allergici/sensibili ai principi attivi approvati oppure quando semplicemente il ricorso ad atomoxetina e metilfenidato sia ancora prematuro.
In virtù di questo la ricerca Wikenfarma ha sviluppato Psico-Up che grazie al suo alto contenuto di colina e ginkgo contribuisce a ridurre i sintomi dell’ADHD migliorando la capacità di concentrazione del bambino che ne soffre e permettendogli, quindi, una migliore qualità di vita.
Psico Up è il primo nutraceutico che sfrutta la sinergia tra due principi attivi psicoattivi: il Ginkgo Biloba e la Colina. A differenza di altri nutraceutici con principi attivi che non riescono a passare la barriera ematoencefalica, l’azione nootropa di Psico Up è molto spiccata fin dalla prima somministrazione e non presenta alcun tipo di effetto collaterale. Adatto, in sunto, per l’assunzione da parte di pazienti fragili come i bambini o le donne incinte.
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Bibliografia
1 American Psychiatric Association. Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders. American Psychiatric Association; 2013. DOI: 10.1176/appi.books.9780890425596
2 Morrow CE, Accornero VH, Xue L, Manjunath S, Culbertson JL, Anthony JC, et al. Estimated Risk of Developing Selected DSM-IV Disorders Among 5-Year-Old Children with Prenatal Cocaine Exposure. J Child Fam Stud. 2009 Jun;18(3):356–64.
3 Derbyshire E, Maes M. The Role of Choline in Neurodevelopmental Disorders—A Narrative Review Focusing on ASC, ADHD and Dyslexia. Nutrients. 2023 Jun;15(13):2876.
4 Howard SL, Beaudin SA, Strupp BJ, Smith DR. Maternal choline supplementation lessens the behavioral dysfunction produced by developmental manganese exposure in a rodent model of ADHD. Neurotoxicol Teratol. 2024 Mar;102:107337.
5 Shanna L. Howard. MATERNAL CHOLINE SUPPLEMENTATION AS A NUTRITIONAL INTERVENTION TO PROTECT AGAINST MN-INDUCED NEUROTOXICITY. 2024
6 GREENHILL L, KOLLINS S, ABIKOFF H, MCCRACKEN J, RIDDLE M, SWANSON J, et al. Efficacy and Safety of Immediate-Release Methylphenidate Treatment for Preschoolers With ADHD. J Am Acad Child Adolesc Psychiatry. 2006 Nov;45(11):1284–93.
7 WIGAL T, GREENHILL L, CHUANG S, McGOUGH J, VITIELLO B, SKROBALA A, et al. Safety and Tolerability of Methylphenidate in Preschool Children With ADHD. J Am Acad Child Adolesc Psychiatry. 2006 Nov;45(11):1294–303.
8 Childress A. A critical appraisal of atomoxetine in the management of ADHD. Ther Clin Risk Manag. 2015 Dec;27.
9 Sharma G, Sharma N, Nguyen BT, Jeong JH, Nah S-Y, Yoneda Y, et al. Protective Potential of Ginkgo biloba Against an ADHD-like Condition. Curr Mol Pharmacol. 2020 Dec;14(2):200–9.
10 Uebel-von Sandersleben H, Rothenberger A, Albrecht B, Rothenberger LG, Klement S, Bock N. Ginkgo biloba Extract EGb 761 ® in Children with ADHD. Z Kinder Jugendpsychiatr Psychother. 2014 Sep;42(5):337–47.
11 Bloch MH, Mulqueen J. Nutritional Supplements for the Treatment of ADHD. Child Adolesc Psychiatr Clin N Am. 2014 Oct;23(4):883–97.
12 Shakibaei F, Radmanesh M, Salari E, Mahaki B. Ginkgo biloba in the treatment of attention-deficit/hyperactivity disorder in children and adolescents. A randomized, placebo-controlled, trial. Complement Ther Clin Pract. 2015 May;21(2):61–7.
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Prodotti in questo articolo:

Psico Up
Integratore per supportare la concentrazione e l'attenzione. Con Colina e Ginkgo Biloba per stimolare i processi cognitivi.