Articoli scientifici

SULL’IMPORTANZA E SUGLI EFFETTI ANTIMICROBICI DELLE PROANTOCIANIDINE

Le evidenze scientifiche a supporto dell’uso di questi polifenoli in nutraceutici specifici

Indice

Le proantocianidine sono una particolare classe di polifenoli costituita in larga parte da oligomeri di catechina, epicatechina ed acido gallico, legati tra di loro a formare un legame etereo (o estereo).
Queste molecole sono presenti in molte specie di piante e sono definite proantocianidine poiché in condizioni ossidanti possono depolimerizzare, ossidandosi ad antocianidine: si tratta di composti polifenolici colorati, di cui il più comune è la cianidina presente in mirtilli, uva, mele, radicchio e lamponi e che assume colori variabili dal rosso intenso al blu cobalto a seconda del pH.

In natura queste molecole svolgono un’importante funzione difensiva per le piante che le producono, proteggendole da infezioni e dai predatori.[1]

Eventuali polimeri formati sempre dai monomeri delle proantocianidine prendono il nome di tannini e sono di fondamentale importanza anche dal punto di vista medico in virtù delle loro proprietà antinfiammatorie ed antimicrobiche.[2,3] Inoltre, è noto in letteratura come l’acido gallico, uno dei monomeri base di tannini e proantocianidine, sia in grado di esplicare un’attività antimicrobica ad ampio spettro[4,5]. Possiamo quindi supporre un simile comportamento anche da parte degli oligomeri che esso forma con catechina e epicatechina.

Da dove sono estratte le Proantocianidine?

Uno studio recente mette in luce come, ad esempio, le proantocianidine dall’estratto di corteccia di larice siano tossiche per comuni batteri patogeni quali Staphilococcus aureus perché ne distruggono la parete cellulare e la membrana cellulare, impedendo la corretta produzione di proteine necessarie al funzionamento del batterio. Inoltre, si legano al DNA batterico, impedendone la riproduzione.[6]

Simili conclusioni possono essere raggiunte considerando anche altri fitoestratti contenenti tali molecole, come ad esempio estratti di aghi di pino [7] o di corteccia di pino marittimo[8], che mostrano tutti una importante attività antimicrobica.

Come agiscono per contrastare le infezioni batteriche?

Oltre a presentare un’attività direttamente tossica sulle specie batteriche, i tannini e le proantocianidine possono anche interagire con i biofilm creati dai batteri stessi come meccanismo di protezione, danneggiandoli. Un biofilm è una pellicola, formata di materiale polimerico, generalmente polisaccaridi, che avvolge e protegge una o più colonie batteriche, normalmente di specie differenti e che producono anche secrezioni di natura adesiva necessarie ad aderire al substrato di interesse. É considerato come un dato accertato il fatto che la maggior parte delle infezioni riportate nei paesi occidentali siano causate da biofilm multi-specie anziché da singole infezioni batteriche.[9]

Vari fitoestratti contenenti proantocianidine sono stati dimostrati essere in grado di inibire la formazione di biofilm o la loro adesione al substrato in caso di biofilm già formati. Questo è particolarmente importante specialmente nei confronti di batteri antibiotico-resistenti, poiché in alcuni casi tale resistenza deriva proprio dalla formazione di biofilm, che rendono più difficile alle molecole degli antibiotici di interagire con i batteri bersaglio. Inoltre, sebbene non sia esattamente chiaro il meccanismo biochimico che lo causi, ci sono evidenze sperimentali in merito al fatto che le proantocianidine ed i tannini siano in grado di ridurre la resistenza dei batteri sia Gram negativi che Gram positivi.[10][11]

Questa interazione è probabilmente dovuta al fatto precedentemente menzionato che in alcuni batteri è noto come queste molecole siano in grado di impedire la trascrizione del DNA batterico, impedendo quindi anche la funzionalità degli enzimi batterici utilizzati per difendersi dagli antibiotici ed aumentando l’efficacia di comuni trattamenti antibiotici che, altrimenti, sarebbero già largamente resi inutili dal diffondersi dei geni per l’antibiotico-resistenza.

Esiste una soluzione specifica e sicura?

In virtù di questo, è auspicabile un aumento nell’uso di fitoestratti contenenti Proantocianidine e polifenoli nella terapia dell’acne, delle infezioni cutanee e delle vie urinarie nel prossimo futuro. Per essere sempre all’avanguardia, la ricerca Wikenfarma ha sviluppato Dedalox, nutraceutico specifico per rinforzare il sistema immunitario e combattere infiammazioni e infezioni batteriche in corso grazie alle proantocianidine: contrariamente agli altri prodotti simili sul mercato, che solitamente sono molto pesanti da smaltire e sopportare, Dedalox non presenta effetti collaterali e quindi risulta essere l’opzione più sicura per trattare infezioni e rinforzare il sistema immunitario.

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Bibliografia

[1]  Amil-Ruiz F, Blanco-Portales R, Muñoz-Blanco J, Caballero JL. The Strawberry Plant Defense Mechanism: A Molecular Review. Plant Cell Physiol. 2011 Nov;52(11):1873–903.

[2]  Reddy M, Gupta S, Jacob M, Khan S, Ferreira D. Antioxidant, Antimalarial and Antimicrobial Activities of Tannin-Rich Fractions, Ellagitannins and Phenolic Acids from Punica granatum L. Planta Med. 2007 May;73(5):461–7.

[3]  Maisetta G, Batoni G, Caboni P, Esin S, Rinaldi AC, Zucca P. Tannin profile, antioxidant properties, and antimicrobial activity of extracts from two Mediterranean species of parasitic plant Cytinus. BMC Complement Altern Med. 2019 Dec;19(1):82.

[4]  Borges A, Ferreira C, Saavedra MJ, Simões M. Antibacterial Activity and Mode of Action of Ferulic and Gallic Acids Against Pathogenic Bacteria. Microbial Drug Resistance. 2013 Aug;19(4):256–65.

[5]  Sarjit A, Wang Y, Dykes GA. Antimicrobial activity of gallic acid against thermophilic Campylobacter is strain specific and associated with a loss of calcium ions. Food Microbiol. 2015 Apr;46:227–33.

[6]  Li X, He C, Song L, Li T, Cui S, Zhang L, et al. Antimicrobial activity and mechanism of Larch bark procyanidins against <italic>Staphylococcus aureus</italic> Acta Biochim Biophys Sin (Shanghai). 2017 Dec;49(12):1058–66.

[7]  Kim N-Y, Jang M-K, Lee D-G, Yu KH, Jang H, Kim M, et al. Comparison of methods for proanthocyanidin extraction from pine (Pinus densiflora) needles and biological activities of the extracts. Nutr Res Pract. 2010;4(1):16.

[8]  Ćurković-Perica M, Hrenović J, Kugler N, Goić-Barišić I, Tkalec M. Antibacterial Activity of Pinus pinaster Bark Extract and its Components Against Multidrug-resistant Clinical Isolates of Acinetobacter baumannii. Croatica Chemica Acta. 2015;88(2):133–7.

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